Scegli il tuo itinerario preferito...e parti da Villa Fiorita!

29/01/2014
Gli itinerari descritti in seguito sono una proposta che rivolgiamo ai nostri clienti che maggiormente vogliono conoscere il nostro territorio, la nostra cultura e la nostra identità. Sono, per comodità, suddivisi in due tematiche: natura e cultura, ma ciò non impedisce che possano essere, in alcuni casi, miscelati. L’itinerario natura alle sorgenti del ruzzo (Gran Sasso) può essere tranquillamente abbinato con una visita a Castelli oppure l’itinerario alle gole del Salinello (Monti Gemelli) può comprendere anche una visita a Civitella del Tronto; tutti gli itinerari natura, inoltre, possono prevedere una breve visita a Teramo; chi dovesse essere interessato anche allo shopping può, tranquillamente, abbinare Giulianova o Atri con Pescara (la città abruzzese a maggior vocazione commerciale). Diamo solo suggerimenti sulle maggiori attrazioni della nostra provincia, lasciando al cliente la flessibilità di organizzare la propria giornata e di conoscere e di scoprire ed anche di indagare la nostra terra. L’indicazione di dove acquistare prodotti tipici sarà messa a parte, poiché indicheremo, di volta in volta, assecondando le indicazioni e le scelte del cliente, dove è possibile acquistare le nostre prelibatezze.
Itinerari natura   Intera Giornata
Gli itinerari natura sono una proposta che rivolgiamo ai nostri clienti che vogliono passare una giornata a contatto con la natura e con la montagna. Gli itinerari proposti abbracciano tutto l’arco della montagna teramana ed intendono offrire un panorama completo anche se non esaustivo della natura della provincia. Ogni itinerario prevede un breve percorso che può essere fatto con un normale abbigliamento (consigliabili sempre le scarpe da tennis), ma allo stesso tempo proponiamo escursioni più lunghe che devono essere fatte con un adeguato abbigliamento sportivo. Altre indicazioni possono essere date direttamente in albergo.
1 ) Gran Sasso (sorgenti del ruzzo) villa fiorita – Pretara di Isola (50 Km); una volta arrivati, si prosegue fino al primo incrocio a destra, girando per una strada non asfaltata; proseguendo si arriva ad un ponte sul fiume Ruzzo, alla cui sinistra vi è un piccolo sentiero che conduce alle maestose cascate. Tornati al ponte con l’automobile si può proseguire fino a “Piano del Fiume”; dopo un fonte, sulla sinistra, si prende un sentiero che conduce all’eremo di Santa Colomba. Prima di arrivare all’eremo è possibile percorrere, sulla sinistra, un piccolo sentiero che alle cascate nella roccia che danno all’acqua un particolare colore rosso. Escursione molto facile, si consiglia equipaggiamento adatto. Durata dell’escursione 3 ore. Al ritorno: Castelli (paese della ceramica artigianale), Chiesa di san Giovanni ad Insulam (San Giovanni di Isola), Chiesa di Santa Maria di Ronzano (Castel Castagna), Teramo (Centro storico, Duomo, Antica Cattedrale, Teatro Romano). Ristoranti Consigliati: San Pietro di Isola: Ristorante Il Mandrone (piatti con prodotti tipici), Isola del Gran Sasso: Ristorante Gran Sasso (piatti tipici), Ristorante Merlini (piatti tipici), Trignano di Isola: Trattoria dallo Spagnolo (Arrosticini).
2 ) Gran Sasso (ai piedi del corno grande e del corno picolo) villa fiorita – Prati di Tivo (61 Km); una volta arrivati si può optare per 2 soluzioni: prendere la seggiovia che porta alla Madonnina, a quota 2.015 metri. Si prende poi la mulattiera in direzione del Corno Piccolo, che diventa un sentiero che costeggia la parete est del Corno Piccolo, tra una selva di grandi massi rocciosi. Caratteristico il passaggio tra due grandi massi che creano un tunnel. Il passo delle Scalette, a quota 2100 m, immette nel vallone delle cornacchie. Tramite un comodo sentiero si raggiunge il rifugio Franchetti 2.433 mt. Escursione facile salvo un breve tratto. Obbligatorio abbigliamento da montagna. Durata circa 2 ore e 30. Altra escursione molto più semplice è la seguente: si prende la strada sterrata che sale sulla sinistra dell'Hotel Prati di Tivo, si esce dal bosco e si arriva sulla cresta che separa la valle del Rio Arno dai Prati di Tivo. Si prosegue scendendo e costeggiando le severe pareti del Corno Piccolo e dopo si arriva alle cascate del Rio Arno. Se si desidera si può proseguire verso il difficile sentiero, altrimenti si torna indietro verso Prati di Tivi. Escursione molto semplice. Durata un’ora e mezza. Al ritorno Montorio al Vomano (centro storico, convento e chiesa degli zoccolanti) e Teramo (centro storico, Duomo, Antica Cattedrale, Teatro Romano). Ristoranti consigliati: Prati di Tivo: Ristorante Gran Sasso, Pietracamela: Ristorante Antica Locanda, Intermesoli: Ristoro Venacquaro.
3 ) Monti della Laga (sorgenti del Tordino) villa fiorita – Padula (60 Km): arrivati a Padula si prosegue per il sentiero che attraverso il bosco di faggeto costeggia il fiume Tordino fino al rifugio di Fiumata. Scendendo dal rifugio verso il fiume e costeggiando lo stesso per 100 mt si arriva alle sorgenti del tordino. Escursione semplice ma va fatta con un abbigliamento adeguato. Durata 2 ore e 30. Al ritorno Teramo (centro storico, Duomo, Antica Cattedrale, Teatro Romano). Ristoranti consigliati: Ristorante il Pagliaio a Pagliaroli di Cortino.
4 ) Monti della Laga (Ceppo) Villa Fiorita – Ceppo (62 Km): in località Ceppo si trovo il bosco Martese, luogo della prima battaglia in campo aperto della resistenza avvenuta il 25 settembre 1943. Arrivati al piazzale, dove si consiglia di lasciare la macchina, si sale, a piedi, sulla destra in direzione del campeggio; quando la strada diventa bianca, vi sono due possibilità: andare a destra all’interno del bosco, con un percorso totalmente pianeggiante, vi porterà all’inizio del sentiero delle cascate della Morricana, oppure proseguire diritti e salire verso la radura del lago dell’Orso dove è possibile ammirare tutto il panorama dei Monti della laga. I due itinerari proposti sono molto semplici e possono essere fatti con abbigliamento normale ed hanno la durata di circa un’ora ciascuno. Coloro che volessero proseguire verso la cascata della Morricana nel primo caso, o verso Pizzo di Moscio nel secondo devono avere un abbigliamento adeguato per la montagna e le due escursioni (semplici per escursionisti) hanno la durata di circa 4 ore e mezza ciascuna. Nei dintorni Chiesa di San Vito (San Vito di Valle Castellana), Vallequina (borgo abbandonato dominato da un castello gotico). Al ritorno Teramo (centro storico, Duomo, Antica Cattedrale, Teatro Romano) oppure passando da nord Ascoli Piceno. Ristoranti consigliati (specialità funghi porcini, tipico prodotto della zona): Ceppo: Alberrgo-Ristorante Julia, Paranesi Trattoria Anna e Ninocc, Ristorante Il Rifugio dei Sapori, Valle Castellana Locanda Scuppoz.
5 ) Monti Gemelli (Gole del Salinello) Villa Fiorita – Ripe di Civitella del Tronto (42 Km): si lascia l’auto nello slargo davanti alla chiesa di Ripe, si prosegue a piedi verso la strada sterrata che scende verso le gole. Si segue il sentiero che si arrampica verso l’eremo della Grotta di sant’Angelo (507 mt) (per visitare l’eremo occorre accordarsi con il centro visite di Ripe). E’ possibile poi proseguire per il sentiero arrivando fino alle cascatelle che interrompono lo stesso, all’interno della gola, oppure si può optare di scendere fino alla bellissima cascata denominata Lu Cacchéma (il pentolone). Il percorso è molto semplice, ma data la natura del terreno occorre avere un abbigliamento adeguato per la montagna. Durata 2 ore e mezza circa. Al ritorno Civitella del Tronto (Fortezza Borbonica), Chiesa di Santa Maria a Vico (Sant’Omero). Ristoranti consigliati: Ripe di Civitella Ristorante Le Grotte, Civitella del Tronto Ristorante Collesantamaria, Ristorante Zunica, Ristorante al Feudo.  
Itinerari Cultura Mezza Giornata
In questa sezione proponiamo i siti turistici più interessanti della nostra provincia. Si possono svolgere visite brevi ed indicative, anche se non complete, di ogni sito, in mezza giornata, ed è possibile visitare 2 città in un’unica giornata. Altri luoghi di interesse artistico/culturale sono indicati nella sezione “al ritorno”. Al vostro arrivo possiamo suggerirvi come organizzare al meglio la vostra giornata
1 ) Atri villa fiorita Atri (31 Km). Atri è un'antica città d'arte abruzzese, già sede del Ducato degli Acquaviva. Il centro storico di Atri è ricco di monumenti, palazzi signorili, musei, caratteristici vicoli e piazze. Ogni palazzo, anche il più piccolo, ha una sua storia. La ricchezza e l'importanza dei monumenti, il centro storico ben conservato, ordinato e ricco di piante e fiori hanno fatto sì che Atri venisse proclamata a tutti gli effetti città d'arte. Il suo affascinante centro storico è un dedalo di viuzze che hanno conservato l'antico aspetto medievale, in alcuni punti ricalcato sul modello della città romana. Il Corso Elio Adriano, per esempio, collega i due più importanti punti della città, Piazza del Duomo e Piazza Duchi Acquaviva (detta Piazza del Comune), che nell'epoca romana erano precisamente le Terme ed il Foro. Caratteristico soprattutto il rione di Capo d'Atri, quello di Santa Maria e quello di San Giovanni (nei pressi di Porta San Domenico), con delle minuscole vie che a volte permettono il passaggio di una sola persona per volta. L'architettura esterna dei monumenti è rimasta in prevalenza medievale, mentre l'interno nel barocco ha subìto molti ritocchi, come è successo alle chiese di San Domenico e Santa Chiara. Vi sono, inoltre, musei che meritano l’attenzione del visitatore. La ricchezza del patrimonio storico-artistico ed in genere culturale testimonia la grande importanza e la grande storia che Atri ha avuto nel passato. Da vedere: il Duomo di Atri con l’annesso Museo, la Chiesa di Santa Reparata, Chiesa di San Francesco, Chiesa di Santa Chiara e Convento delle Clarisse. Inoltre, all’interno del centro storico, si segnalano tra le numerose attrazioni: il Palazzo Acquaviva (sede del comune), le Mura Trecentesche e la Porta di San Domenico. Tra i musei, oltre a quello capitolare annesso al Duomo, si segnalano il Museo Etnografico ed il Museo Archeologico. Fra i prodotti segnaliamo la liquirizia, il pecorino di Atri e l’olio extravergine delle colline atriane. Fra le specialità gastronomiche segnaliamo: i maccheroni alla Mugnaia (pasta di acqua e farina tirata a mano), gli arrosticini (pecora), il pan ducale (dolce a base di cioccolato) Ristoranti: merita una particolare menzione il Ristorante Bacucco D’oro che si trova in località Mutignano a 5 km dal centro storico. All’interno del centro storico troviamo: ristorante Il Duomo, Hostaria Zedi, Ristorante l’Arrosticino D’oro, Agriturismo Antico Melegnano, Ristorante La bottega dei Sapori, Ristorante La lanterna Magica. Di ritorno a Villa Fiorita meritano una sosta: la chiesa di San Clemente al Vomano (Guardia Vomano di Notaresco), l’abbazia di Propezzano (Morro d’Oro), il borgo ed il museo Etnografico di Montepagano.
2) Teramo villa fiorita Teramo 18 Km. Adagiata su una lingua di terra lambita dal corso del fiume Tordino e del torrente Vezzola, è depositaria di una storia antica: nelle sue viscere si conservano le testimonianze dell’antico villaggio protostorico, tra i solidi muri in calcare e laterizio risuona l’eco ovattata del pulsare della vita dell’antica urbs, la romana Interamnia, al tempo stesso municipio e colonia. Numerose sono inoltre le tracce medievali all’interno del suo centro storico. Da vedere: Il Duomo di Teramo, L’antica Cattedrale (oggi Chiesa di Sant’Anna), La Chiesa di San Domenico ed il suo Chiostro, La Chiesa della Madonna delle Grazie ed il suo Chisotro, Il Teatro Romano, Il Museo Archeologico (è possibile richiedere un itinerario archeologico da svolgere all’interno della città soprattutto per vedere la Domus del Leone con il suo preziosissimo mosaico e la Necropoli di Ponte Messato). Altri luoghi di interesse sono: il Palazzo Melatino, Casa Urbani, il Palazzo Civico (sede del Municipio), la Pinacoteca Civica. Notevole è la gastronomia teramana; tanti sono i piatti tipici della città. Segnaliamo: le Virtù (La preparazione, che secondo la tradizione dura tre giorni e tre notti, è estremamente laboriosa perché numerosi ingredienti (fave e piselli freschi, lenticchie, ceci, fagioli, indivia, carciofi, spinaci, cicoria, bietole, cime di rape, cuori di sedano, zucchine, aglio, cipolla, erbe aromatiche, prosciutto, cotenna, orecchio e piedini di maiale, cotiche, “pallottine”) vanno cotti separatamente, e solo alla fine si possono amalgamare con la pasta, di vari tipi e colori, che dovrebbe essere fresca anche se sono molto comuni le paste secche ed i tortellini, nonostante i puristi storcano il naso)che si preparano solo il Primo Maggio, le Scripplle Mbusse (crepes arrotolate con parmigiano e mangiate in Brodo di Gallina, Le Mazzarelle (interiora di agnello avvolte con l’indivia), Zuppa di ceci e castagne, Maccheroni alla Chitarra, Timballo alla Teramana (fatto con le crepes). Tutti i ristoranti del centro storico propongono la tipica cucina teramana segnaliamo tra gli altri L’antico Cantinone (il ristorante più antico del centro storico) e La cantina di Porta Romana (tipica cucina povera teramana).
3) Campli Villa fiorita – Campli 30 Km. Il borgo di Campli è un vero e proprio “scrigno di tesori” custodito nel cuore delle colline teramane. Un’incantevole città d’arte dove storia e cultura, tradizione e culto religioso, si fondono assieme creando un mix unico nel suo genere. Abitata sin dall’epoca preromana, come testimonia la Necropoli rinvenuta nella vicina Campovalano, Campli conosce il suo massimo splendore nel Medioevo, quando sotto il controllo dei Farnese diventa luogo d’incontro di pittori e artisti provenienti dalle scuole di maestri come Giotto e Raffaello, per citarne solo alcuni. Capolavori che ancora oggi impreziosiscono i principali monumenti del centro storico e dei paesi vicini, dalla Cattedrale di Santa Maria in Platea (XIV secolo) alla Chiesa di San Francesco con convento attiguo (dove è ospitato il Museo Archeologico), dal convento quattrocentesco di San Bernardino alla Chiesa dedicata alla Madonna della Misericordia. Di grande valore non solo artistico ma anche religioso è la Chiesa di San Paolo con la vicina Scala Santa, così chiamata dal 1772 quando si diffuse l’usanza di concedere l’indulgenza plenaria a coloro che salivano in ginocchio e a capo chino i suoi ventotto gradini in legno di dura quercia. Ad accompagnare i “penitenti” nella loro “espiazione” dei peccati, le affascinanti simbologie di sei dipinti, tre a destra e tre a sinistra della scala, che raccontano i momenti più toccanti della Passione di Cristo. Il centro storico di Campli offre infine pregevoli esempi di architettura civile medievale e rinascimentale, ad iniziare dalla Casa del Medico e a quella del Farmacista, sino all’imponente Palazzo parlamentare, poi Farnese, con le caratteristiche trifore ed i suoi archi a tutto sesto che compongono un bel portico. Nella località di Nocella è possibile ammirare la Torre dei Signori di Melatino, costruita nel XIV secolo, mentre nella frazione di Castelnuovo, si trova la Porta Orientale, che apparteneva alle fortificazioni medievali di Campli, affiancata da una chiesa e da una torre campanaria del secolo XIV. Tipico prodotto camplese è la Porchetta Italica. I ristoranti propongono la cucina tipica teramana. Ristoranti: Ristorante Il Tubero d’Oro, Ristorante Il Refettorio della Misericordia, Ristorante Pizzeria Il Tunnel, Agriturismo La Montanara.
4) Civitella del Tronto villa fiorita – Civitella del Tronto 35 Km. Le emozioni del passato rivivono nella città-fortezza di Civitella, sicuramente uno dei centri più rappresentativi ed evocativi della nostra provincia. Emblema di Civitella è la solenne Fortezza borbonica, capolavoro di ingegneria militare con i suoi 25.000 metri quadrati di superficie che ne fanno la più grande d’Europa. Edificata dagli spagnoli tra il 1564 e il 1576 per resistere al nemico, la Fortezza fu l’ultimo baluardo del Regno di Napoli durante le lotte risorgimentali per l’Unità d’Italia. Invidiabile per la sua posizione panoramica, il forte seduce con le sue tre splendide piazze d’Armi, i bastioni e camminamenti e, al suo interno, il Museo che ancora oggi ne “racconta” la storia. Ma i simboli della Città-fortezza sono perfettamente visibili anche nel resto del borgo, sui palazzi e le case dalle mura robuste in travertino, sui portali magistralmente cesellati, nelle sue vie suggestive e misteriose, tra le quali spicca “Ruetta, d’Italia la via più stretta”. Ed è un’impresa ardua dar conto dei tanti monumenti che abbelliscono il centro storico di Civitella: dalla Chiesa cinquentesca di San Lorenzo, con la cripta della Beata Angiolina di Corbara e la croce in argento e rame di S. Ubaldo;alla romanica San Francesco, con il bel rosone e il pregevole coro del ‘400.  A pochi metri, il monumento alla memoria dell’eroe irlandese Matteo Wade, comandante del forte quando, nel 1806, la roccaforte di Civitella fu posta sotto assedio dai francesi. Ed ancora il Convento e la Chiesa di Santa Chiara, eretti nei primi decenni del 1300, la Chiesa di Santa Maria degli Angeli, detta anche “della Scopa”, datata tra il XV e il XVI secolo. Merita una visita, infine, l’Abbazia benedettina di Montesanto. Un vero e proprio “luogo dell’anima” immerso nel silenzio di un colle boscoso sul quale fu edificato, per opera di San Benedetto, uno dei centri benedettini più fiorenti della regione. Al ritorno Chiesa di Santa Maria a Vico (Sant’Omero). Ristoranti consigliati: Ripe di Civitella Ristorante Le Grotte, Civitella del Tronto Ristorante Collesantamaria, Ristorante Zunica, Ristorante al Feudo.
5) Castelli villa fiorita – Castelli 60 Km. "Capitale della ceramica d'arte d'Abruzzo". E' questa la definizione più adatta per descrivere il suggestivo borgo montano di Castelli, divenuto nel tempo una tappa obbligata del turismo culturale nella nostra regione. Il paese appare splendidamente posizionato su uno sperone ai piedi del monte Camicia, sopra i torrenti Rio e Leomagna. Qui, nel Medioevo, una comunità di monaci benedettini diede avvio ad una fiorente attività di produzione ceramista, sfruttando la particolare conformazione argillosa del territorio. Da allora Castelli divenne patria di famosi maestri che servirono i re di Napoli e le case principesche di Roma. A quest’“epoca d’oro” risale il meraviglioso soffitto maiolicato della chiesa campestre di San Donato definita da Carlo Levi “la Cappella Sistina della maiolica italiana”: 780 mattoni votivi decorati da profili, stemmi, simboli astronomici, animali e motivi floreali dai colori brillanti. I mattoni sono copie di quelli originali, in parte perduti ed in parte esposti nel Museo delle ceramiche di Castelli,  attualmente ospitato nel Palazzo Municipale dell'Artigianato. Ricercatissime dai collezionisti, le prestigiose ceramiche castellane si trovano oggi nei più importanti musei del mondo, dal British Museum di Londra all’Hermitage di San Pietroburgo. Oltre alle numerose botteghe artigiane dislocate lungo le vie del borgo, merita una visita anche l’Istituto d’arte, dov’è custodito uno splendido presepe in ceramica con circa 60 personaggi. Di notevole interesse, infine, la Chiesa seicentesca di San Giovanni Battista, edificata nel 1601. Al suo interno, la statua lignea di Sant’Anna con Maria Bambina ed una pala maiolicata di metà secolo. Tra arte e tradizione, ogni estate a Castelli si svolge una mostra mercato dell’artigianato ceramico che si conclude con il caratteristico “lancio dei piatti” sugli strapiombi del torrente Leomogna. Al ritorno Chiesa di san Giovanni ad Insulam (San Giovanni di Isola), Chiesa di Santa Maria di Ronzano (Castel Castagna), Teramo (Centro storico, Duomo, Antica Cattedrale, Teatro Romano). Ristoranti Castelli Ristorante La terrazza del Grue, Ristorante i 4 vada, Ristorante da Luisetta (specialità Baccalà), San Giovanni di Isola Agriturismo San Giovanni.
6) Giulianova Antico insediamento romano, Castrum Novum modifica il suo nome in Castel San Flaviano, in onore del Patriarca di Costantinopoli. Dopo aver conosciuto numerosi saccheggi ed incursioni ad opera dei saraceni, Giulianova viene ricostruita nel XIV secolo dal duca Giuliantonio Acquaviva, in onore del quale assume il nome di Iulia Nova. I mutamenti del nome sono sufficienti a farci intuire quanto sia ricca la storia della cittadina rivierasca, oggi importante e strategico nucleo sia industriale che turistico della provincia.  Al pari di altre località del litorale teramano, Giulianova si articola nella parte costiera e nel centro storico costruito nel XIV secolo sulla sommità della collina. Ed è proprio qui che s’incontrano i luoghi di maggior rilevanza storico-culturale, ad iniziare dal rinascimentale Duomo di San Flaviano, edificato tra  la fine del XV e l’inizio del XVI secolo. La Chiesa, che con la sua gigantesca cupola domina tutta la città, un tempo svolgeva un’importante funzione urbanistica, in quanto visibile dal mare grazie ai riflessi del sole sulle tegole di maiolica azzurro-verde. All’interno risaltano il Battesimo di Gesù ed il Battistero, con gli Angeli volanti nella conca. Meritano una visita anche la Chiesa cinquentesca di Sant'Antonio e quella di Sant’Anna, la Cappella gentilizia dei Bartolomei (raccoglie bassorilievi e sculture del Pagliaccetti) ed il torrione detto “Il Bianco”, ultimo residuo della cinta muraria eretta in epoca medievale per difendere la cittadina. Molto suggestivi il belvedere sul mare in Piazza Vittorio Emanuele ed infine l’incantevole Santuario della Madonna dello Splendore, luogo di culto e devozione popolare, dove ogni anno i giuliesi celebrano l’apparizione della Vergine ad un umile contadino avvenuta secondo tradizione nel 1557. Accanto alla bellezza del centro storico, Giulianova vanta un sistema bibliotecario e museale di prim’ordine, che comprende l'importante Museo d’Arte dello Splendore, annesso al Santuario, il Museo Archeologico Torrione "Il Bianco", la Sala dello Scultore Raffaello Pagliaccetti, la Cappella de' Bartolomeie la Casa Museo Gaetano Braga.
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